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Pro Loco e digitalizzazione del turismo: da dove cominciare

Nessun algoritmo o AI può replicare la conoscenza del territorio che hanno le Pro Loco italiane. Queste realtà sanno dove si trova la fontana del borgo, chi organizza la sagra più antica della valle, conoscono le storie, gli aneddoti e le leggende locali, quale sentiero porta alla vista più bella della zona e dove andare per trovare meno folla. Queste informazioni hanno un grande valore per i visitatori e sono spontaneamente a disposizione di tutti. È facile quindi capire che, quando si cerca di promuovere un territorio, il problema non è certo la ricchezza del patrimonio locale: lo scoglio da superare è farla uscire fuori, renderla visibile e permettere alle persone di scoprirla.

La digitalizzazione del turismo locale aiuta gli enti pubblici a mettere a disposizione dei turisti le risorse del territorio, di conseguenza è importante per chi amministra e promuove i territori. Spesso, però, accade una cosa curiosa: chi prova a digitalizzare la propria realtà si ritrova davanti a un muro di strumenti, piattaforme, acronimi e promesse che fatica a gestire.

Digitalizzare non è complicare (anzi)

Ancora troppo spesso si pensa che digitalizzare la promozione territoriale voglia dire costruire un sito da zero, gestire campagne pubblicitarie o assumere un esperto di marketing. Non è esattamente questo, perché digitalizzare vuol dire prima di tutto rendere accessibile, fruibile e coinvolgente ciò che già esiste.

Un turista digitale – cioè qualsiasi viaggiatore che oggi pianifica un viaggio usando lo smartphone – non cerca necessariamente il sito ufficiale del Comune. Potrebbe però cercare esperienze, storie, attività e le cercherà su Google, su Instagram, su piattaforme di turismo esperienziale che aggregano proposte locali. Qualsiasi Pro Loco che voglia digitalizzarsi, dovrebbe chiedersi “come voglio che le persone scoprano il mio territorio?” e poi rispondersi onestamente.

Strumenti per iniziare subito

Esistono piattaforme e tool accessibili anche a chi non ha competenze informatiche o tecnologie avanzate, strumenti che permettono di avviare un percorso di promozione digitale del territorio in modo graduale e anche economico.

Google Business Profile è il primo, spesso sottovalutato. Creare o rivendicare il profilo della Pro Loco su Google ha un costo pari a zero e garantisce visibilità immediata nelle ricerche locali. Qui si possono indicare orari, eventi, contatti, inserire foto del territorio e tutto sarà automaticamente indicizzato sul motore di ricerca. Vuol dire che quando qualcuno cercherà su Google la tua zona, tra i risultati vedrà la tua Pro Loco: mica male per essere gratis.

I social media, usati con metodo, sono un altro canale che può essere molto efficace. Non serve essere ovunque: meglio un profilo Facebook o Instagram aggiornato con regolarità che cinque canali sparsi ovunque e abbandonati. Il contenuto che funziona per le Pro Loco è spesso il più semplice: una fotografia del borgo al tramonto, il racconto di una tradizione, l’annuncio di una festa con un dettaglio inaspettato, informazioni utili per chi vive il luogo e chi desidera visitarlo.

Per chi vuole investire in un prodotto personalizzato, c’è una delle piattaforme di turismo esperienziale e gamificato più coinvolgenti sul mercato: Map ‘N Town, che trasforma la visita al territorio in un percorso interattivo con tappe, curiosità, quiz e premi. Non richiede competenze tecniche da parte della Pro Loco, né l’adozione di infrastrutture speciali o dedicate, ma solo la voglia di mettersi in gioco e di raccontare il luogo.

Perché il turismo esperienziale cambia le regole

È ormai chiaro che il turismo esperienziale non è una tendenza passeggera, i dati sulle preferenze dei viaggiatori mostrano da anni la preferenza delle persone a vivere il territorio, non solo fotografarlo. Vogliono capire, partecipare, ricordare più di quanto non si facesse prima.

Per una Pro Loco, questo nuovo modo di viaggiare è un’opportunità. La valorizzazione del patrimonio locale attraverso esperienze digitali coinvolgenti può trasformare una visita ordinaria in qualcosa di memorabile e un visitatore soddisfatto in un ambasciatore spontaneo del territorio, che condivide, racconta, torna e lo fa con qualcuno al seguito per condividere le proprie scoperte.

Le piattaforme che combinano esplorazione territoriale e gamification – cioè meccanismi di gioco applicati alla scoperta dei luoghi – permettono di costruire itinerari tematici, cacce al tesoro urbane, percorsi culturali interattivi. Tutto senza dover scrivere una riga di codice.

Come creare un’esperienza locale coinvolgente

Se facessimo parte di una Pro Loco e volessimo avviare un percorso di digitalizzazione turistica senza provare sopraffazione, ecco cosa faremmo:

  • Mappa delle risorse esistenti, ovvero un elenco di quali luoghi, eventi, tradizioni e storie valorizzare e mettere in evidenza. In pratica si tratta di fare l’inventario di ciò che si ha a disposizione.
  • Definizione dei canali di comunicazione e relativa strategia. Un profilo Google aggiornato e una pagina social attiva valgono più di dieci strumenti usati così-così.

Il terzo passo è esplorare gli strumenti pensati specificamente per la promozione territoriale digitale. Tra questi, piattaforme come Map ‘N Town permettono di creare esperienze di scoperta del territorio gamificate in modo semplice, anche per chi non ha mai lavorato nel digitale.

Utilizzare il digitale per amplificare le comunità

Possiamo dire che le Pro Loco nascano come presidi di comunità e si potrebbe temere che il digitale ne cambi la vocazione, ma non è così: la estende. Un percorso gamificato su Map ‘N Town non sostituisce la guida locale che racconta la storia del campanile: la porta fino allo smartphone di chi non sarebbe mai venuto a cercarlo di persona.

La promozione digitale del turismo locale è, in fondo, un atto di cura verso il territorio che rende visibile ciò che merita di essere visitato, raggiungibile ciò che rischia di rimanere nascosto, vivo ciò che appartiene a tutti.

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